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Gavino Gabriel

Nacque a Tempio Pausania il 15 agosto 1881.

Pioniere intraprendente ed eccletico della scienza etnomusicologica italiana, brillò non solo per le sue capacità di studio ed analisi tecnica dell'immenso patrimonio culturale sardo ed italiano, ma anche per il suo spiccato senso tecnologico che lo spinse ad introdurre, nella metodologia di studio etnomusicologico, l'uso delle registrazioni sonore (oltre che video-fotografiche) dei canti popolari.

Fu proprio lui, nei primi anni 20 del Novecento, ad effettuare i primi tentativi di incisione su dischi 78 giri dei canti popolari; con l'uso di questo nuovo supporto, produsse e pubblicò in quel periodo i primi lavori divulgativi, I canti di Gallura, dell'Anglona, del Marghine e della Barbagia.


Intorno agli anni '30 fondò e diresse per primo la Discoteca di Stato, istituita con l'oneroso quanto glorioso compito di conservare, tutelare e valorizzare l'immenso patrimonio fonologico italiano.

Per la Discoteca intervistò le personalità più importanti dell'epoca (tra le quali si ricordano la Deledda, Pirandello e Marconi).

Fu lui a promuovere le prime tournées, al di fuori della Sardegna, delle formazioni canore sarde che in quegli anni vedevano la loro nascita come formazioni stabili; iniziò, così, una nuova era per il canto tradizionale isolano: non più come Canto di occasione quanto piuttosto come vero e proprio strumento di esaltazione e divulgazione dell'identità di un intero popolo.

Numerose sono state le sue pubblicazioni, da quelle a carattere meramente divulgativo a quelle di impronta scientifica e didattica.

Ma Gabriel non fu solo uno "scienziato della musica", egli fu anche eccellente compositore, abile strumentista e cantante virtuoso.C

Compose un'opera lirica, La jura, che fu presentata al politeama Regina Margherita di Cagliari nel 1928.

Descrisse, analizzò e interpretò personalmente alcuni brani della tradizione canora sarda, come alcune commoventi Disispirate, accompagnandosi con la chitarra.

Proseguì con tenacia la sua brillante e geniale attività fino all'età di novant'anni; trascorse gli ultimi anni della sua vita a Roma e, nella Capitale, si spense il 28 novembre 1980.










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