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IDULA

Il CD, prodotto nel 2014 da Graziella Marchi, prende il nome dal primo brano, una canzone d'amore i cui versi sono stati composti da un poeta gallurese dell'Ottocento, Pietro Orecchioni, detto Petru Allottu.

La tradizione vuole che il poeta abbia composto questi versi in una spiaggia di Vignola: una sera si mise a spiare il barcone di un carbonaio toscano che teneva segregata la bellissima figlia per evitare che i pastori della zona potessero vederla. La fugace visione della splendida fanciulla alla fioca luce di un lume, nel buio del mare, ispirò questi versi: 

Abbagli li sireni in fundu d'ea

(Riesci ad abbagliare con la tua luce le sirene che vivono nel profondo del mare).

Questa romantica storia appare come un collegamento tra due mondi diversi, separati da un braccio di mare, ma uniti da quella grande vasca, il Mediterraneo, che con le sue misteriose vie mette a contatto le genti che lo popolano.

Altri interpretano la parola idula (che significa idolo al femminile), come isula, isola, probabilmente intendendolo come invito alle genti sarde a scrollarsi dalle spalle la condizione di servitù:

Manda un colpu di spada a li cateni

(Spezza le tue catene con la spada).


La raccolta comprende dodici brani

1- Idula

Testo di Pietro Orecchioni "Petru Alluttu" (1820-1888).
Tradizionale, armonizzazione del Coro Gabriel.       

Serenata dedicata dal poeta all'unica donna in grado, con la sua bellezza, di essere paragonata ad una rosa primaverile, poi al sole abbagliante, infine alla stella dell'amore.

I versi endecasillabi si tramutano in veri e propri sospiri d'amore.

2 - Biddhesa rara

Testo di Sebastiano Sanna (1906-2000).
Tasgia tradizionale.

Biddhesa rara è una serenata che non si limita ad esaltare la bellezza della donna, per altro ancora adolescente, cui è dedicata; il poeta si trova di fronte ad una bellezza tanto rara che non può fare a meno di esprimere una certa invidia per l'uomo che riuscirà a conquistarla.

3 - Cabaddhu di Curadori

Testo e musica tradizionali, armonizzazione del Coro Gabriel
.

Questi versi, intercalati dal tradizionale Cori  di mamma, vengono rivolti calorosamente (si fa per dire) da un marito alla moglie, croce e delizia della sua vita. Il paragone con un uomo, che voleva procurare legna da ardere ma torna a casa con dei rovi, desta un inevitabile sorriso; così come paradossale sembra essere la vicenda dello scontro tra un cavallo e una gallina nel quale ad avere la peggio non sarà quest'ultima.

4 -  No' suspirà pal me

Testo di Don Gavino Pes (1724-1795)Tradizionale, armonizzazione del Coro Gabriel


Il più importante poeta gallurese, Don Gavino Pes, fa suo lo stato d'animo di un uomo tradito dalla donna in cui tanto aveva creduto.

Cerca conforto nella speranza di trovare l'affetto di un'altra donna, magari meno attraenre, ma più sincera e senza dubbio più fedele.

5 -  Ca' milla dia dì

Testo di Don Gavino Pes (1724-1795)Tradizionale, armonizzazione del Coro Gabriel

Ancora Don Gavino Pes nei panni dell'uomo tradito; stavolta lamenta il fatto che nessuno al mondo poteva avvertirlo della crudele trappola in cui stava per cadere.

Il Coro Gabriel, ironicamente, esegue questo canto conferendogli il ritmo di un ballo lu baddhittu.

6 - Dammi li mani

Testo e musica di

Gavino Gabriel (1881-1980)

Armonizzazione del coro Gabriel

Abbentu, ovvero trastullo. Non solo Ninne nanne vengongono cantate ai bambini, ma anche piccole poesie e filastrocche con l'intento di distrarli, farli giocare o magari consolarli da uno degli innumerevoli pianti.

7 - Ninnia di lu puppu beddhu

Testo di Matteo Peru (1914-2004); ultima strofa di Andrea Pirodda
Musica tradizionale, adattata da Matteo Peru, arrangiamento di Nico Bianco

Ninna nanna a Gesù Bambino.

È la Madonna a contemplare la delicata bellezza del suo bambino, pricipio di tutte le gioie; amorevolmente gli sussurra parole nell'intento di prolungare il suo pacifico sonno.


8 - Miserere

Dal Salmo 50 (51)
Musica e armonizzazioni tradizionali (Bortigiadas)

Canto processuale del Venerdì Santo di Bortigiadas.

9 - Tibi

Dal Salmo 50 (31)
Armonizzazione del Coro Gabriel

Canto tradizionale del Venerdì Santo.

10 - Li culori di la 'ita

Testo di Paola Scano
Musica di Nico Bianco

Lo straziante dolore di una madre che piange la scomparsa della giovane figlia; la sua assenza porta l'inverno perenne nel cuore dei genitori addolorati, i quali, però, trovano conforto nella certezza che l'amata figlia vive invece nell'eterna primavera, che mai sfiorisce, dell'aldilà.

11 - Lu paltì no m'appena

Testo di Michele Pisano (1857-1925)

Musica tradizionale

Arrangiamento di Nico Bianco

Come spesso avviene, sulla melodia di un canto sacro si innestano parole profane.

Questo brano utilizza la melodia di un canto di Adorazione della Croce (O Crux) per esprimere la malinconia che pervade l'animo di un giovane che saluta non tanto la sua terra, quanto l'amata, prima di una lunga assenza.



12 - Su Nazarenu

Testo di Anna Maria Puggioni
Musica di Nico Bianco 

Non si tratta di un brano tradizionale, ma di un pezzo di recente composizione, facente parte di un progetto voluto e portato a termine da Anna Maria Puggioni, intitolato Chida Santa. 

Il brano è in lingua sardo-logudorese musicato  dal maestro Nico Bianco per il Coro Gabriel.


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