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SISTEMA DI CANTO

« A TASGIA ».

 

Sulle origini di questo termine sono state fatte  innumerevoli congetture etimologiche e linguistiche, ma anche le più ardite o le più ovvie non hanno dato risultati certi o credibili. Comunemente i galluresi indicano con tale termine il « cantare in coro », non facendo distinzioni tra le varie modalità di canto corale della Sardegna.

Le distinzioni provengono, invece, dalle altre zone della Sardegna e servono ad identificare il canto gallurese rispetto al canto a tenore, al cuncordu, al cuntrattu, al cunsertu etc.

Ognuno di questi ha una sua costruzione armonica che lo contraddistingue : i bassi gutturali del tenore, la ferrea e chiesastica armonia del cuncordu religioso etc.

La tasgia nasce dall’improvvisazione su canovacci detti « mode » : la filugnana, lu passu, lu stabba, lu saldu fugghjtu etc.

È essenziale che vi sia fra i cantori, detti « tasjadori », un affiatamento tale da consentire gli effetti arditi che loro ricercano.

È questa modalità, unita alla prevalenza del modo « minore », di probabile provenienza corsa e/o toscana, che caratterizza il canto gallurese a tasgia rispetto alle altre forme di canto corale Sardegna.

Importante infine sottolineare come non esistano partiture musicali ma i brani sono di esclusiva tradizione orale e che non esiste un direttore di coro : i cantori, sistemandosi in cerchio stretto, a contatto di gomito, improvvisano sulla base delle improvvisazioni di chi gli sta accanto.









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